Il Natale a Venezia arriva sempre in punta di piedi. Le luci non sono mai invadenti, i suoni si abbassano, la nebbia le dà quel tocco in più di mistero.
Natale a Venezia, tra quel che è stato e quel che sarà
16.12.2025
News
Il Natale a Venezia arriva sempre in punta di piedi. Le luci non sono mai invadenti, i suoni si abbassano, la nebbia le dà quel tocco in più di mistero. In questo periodo la città si mostra essenziale, silenziosa, elegante. L’acqua riflette le luminarie, l’aria è più fredda e ogni passeggiata diventa un piccolo rituale, fatto di passi lenti e sguardi che si perdono nei dettagli.
È una Venezia che amo particolarmente. Forse perché in inverno, essendoci meno turisti, chiede meno attenzione e regala di più. Ci invita a rallentare, a fermarci, a vivere il tempo in modo diverso. Sedersi in un caffè caldo, attraversare un ponte al tramonto, rientrare a casa mentre è già calata l’oscurità: gesti semplici, ma carichi di significato.
La fine dell’anno però è anche il momento in cui mi fermo e premo il tasto rewind. Il 2025 è stato un anno intenso, pieno, ricco di emozioni. Dal punto di vista professionale è stato un anno che porterò con me: sempre più persone hanno scelto Suite735 come il loro luogo del cuore a Venezia. Ospiti che tornano, che consigliano, che scrivono parole che mi rendono felice e mi spingono a rendere Suite sempre più accogliente. Ogni soggiorno è una storia, e sapere che Suite735 è diventata parte del viaggio di così tante persone è qualcosa che mi riempie di gratitudine.
Ma il 2025 è stato soprattutto un anno che ha cambiato profondamente la mia vita, perché è nata la mia seconda figli.a Con lei il tempo ha assunto un valore completamente nuovo: più prezioso, più fragile, più vero. Si impara a scegliere come usarlo, con chi condividerlo, cosa lasciare andare. E forse è proprio questo che il Natale ci ricorda ogni anno, reminder silenzioso ma potentissimo. Il mio augurio per queste feste è semplice, ma sentito: che siano giornate serene, autentiche, fatte di tempo vero. Tempo per stare insieme, per ascoltarsi, per rallentare. Tempo da vivere senza corse, senza rumore, senza distrazioni inutili.
Guardando al 2026, il desiderio è che sia un anno di vera felicità. Un anno in cui la parola guerra sia sempre meno presente, e in cui si torni a parlare più spesso di cura, di rispetto, di pace. Piccole parole, ma in realtà enormi. E tra tutti i progetti, le promesse e le liste di cose da fare, ce n’è una che vale sempre la pena ricordare: regalarsi una fuga a Venezia è sempre una buona idea. Per ritrovare il silenzio, la bellezza, e un po’ di tempo per sé.
